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 | POLO MUSEALE DI NUSCO (Av) | | |
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Museo e Archivio Storico Diocesano in Alta Irpinia
La selcom ha nel giugno 2008 ultimato i lavori per la realizzazione degli impianti antintrusione e videosorveglianza presso il Museo e Archivio storico Diocesano in Alta Irpinia.

L'intervento è parte integrante di un progetto generale di recupero del patrimonio storico-architettonico dell'Insula Episcopale di Nusco ed è frutto di un accordo di programma tra Arcidiocesi di S.Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, il Comune di Nusco e la Comunità Montana Terminio-Cervialto.

Attraverso la sistemazione, nello storico Palazzo Vescovile, del Museo Diocesano e dell'Archivio Storico, si inteso valorizzare e potenziare il sistema museale diffuso nell'ambito del Parco dei Monti Picentini, offrendo un valido supporto logistico rispetto alla richiesta di servizi culturali, etnografici e turistici del territorio. Il Museo costituisce un elemento attrattore per ogni programma di valorizzazione dell'entroterra appenninico campano e costituisce una porta di ingresso all'intero sistema di beni culturali dell'Alta Irpinia.
Le sezioni tematiche sono così articolate:
il Palazzo Vescovile, ospita una superficie museale coperta di circa mq. 700, tra piano terra e piano rialzato, destinata a Museo e Archivio Storico Cattedrale, nella quale si articola la Sala del Tesoro e la salita alla torre campanaria panoramica
Chiesa di S.Giuseppe nella quale si sviluppa la sala dei Tessuti e dei paramenti sacri.
Complessivamente si hanno circa 1100 mq. di superficie utile coperta e circa 900 mq. di spazi all'esterno destinati a Lapidarium. L'uso degli spazi recuperati non determinano alcuna modificazione degli elementi ambientali caratteristici dell'area; anzi attraverso l'utilizzo di architetture e tecnologie bio-compatibili l'intervento riduce sensibilmente il tasso di criticità.
Di seguito alcuni dettagli dell'intervento di security effettuato dalla selcom presso il polo museale:
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 | BELVEDERE DI S. LEUCIO (Ce) | | |
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Compesso Munumentale del Belvede di San Leucio
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San Leucio, oggi località di Caserta. Gli Acquaviva, principi di Caserta, nella metà del '500, vi costruirono un castello, adibito a casino di caccia chiamato "Belvedere", per la vista panoramica della Reggia di Caserta e parco, il Vesuvio e il blu del Golfo. Nella seconda metà del '700 il feudo fu acquistato da Carlo III di Borbone, come riserva di caccia. Nel 1759 Carlo III fu chiamato sul trono di Spagna e suo figlio Ferdinando IV ereditò il Regno di Napoli e delle due Sicilie. Il giovane re proseguì la strategia territoriale avviata dal padre nei riguardi dei Siti Reali.
Il primo interessamento per San Leucio è del 1773, quando la proprietà fu ingrandita, recintata e munita di un casino destinato al riposo durante le cacce, diventando la meta preferita del giovane re, essendo luogo ideale per immergersi nella quiete della natura lontano dalla vita pomposa di corte. Nel 1778 il tragico episodio della morte del primogenito Carlo Tito, spinse il re e la consorte a non abitare più a San Leucio e destinarlo ad uso più utile.
Il re Ferdinando ebbe l'idea di trasformare l'antico casino baronale in reggia-filanda. L'architetto incaricato fu Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. Così il re decise di aprire le porte della sua casa in collina, agli artigiani della seta, avviando una inedita convivenza. Da un lato le eleganti stanze reali, dall'altra le macchine rumorose che lavoravano e tessevano la seta. La sala delle feste lasciò spazio alla chiesa per la comunità e attorno all'edificio della seta furono realizzate la scuola normale, le abitazioni per operai e maestre, le stanze per la trattura, filatura, tintura della seta. Nasce Ferdinandopoli, l'utopia di una città ideale in cui dare attuazione a riforme sociali, introducendovi la manifattura della seta.

Nel 1789 Ferdinando IV promulgò il "Codice delle leggi" che regolavano in modo innovativo la vita e il lavoro della comunità leuciana, un esempio di socialismo "ante litteram". Pari diritti per i coloni, scompare la differenza tra uomini e donne nelle successioni ereditarie, il guadagno è proporzionale al merito (unica differenza) per il resto tutti uguali anche nel vestire. Tutti vanno a scuola, l'istruzione è obbligatoria dai sei anni in poi. Aboliti i testamenti, gli averi vanno ai parenti o al Monte degli Orfani. Parte dei compensi va versato alla Cassa della Carità destinata agli invalidi, vecchi e malati. Vengono abolite le doti per le figlie e vi è divieto assoluto dei genitori di interferire negli affari di cuore dei figli. Un'unica limitazione: si sposa solo chi è bravo a lavorar la seta, c'è un arte da difendere e tramandare. Il cittadino si sente parte attiva di una comunità di uguali e al tempo stesso è il protagonista essenziale della lavorazione della seta in armonia con il contesto ambientale. Con lo Statuto Leuciano Re Ferdinando IV intendeva passare alla storia come riformatore illuminista. Per questo fu tenuta nascosta l'identità di colui che scrisse il Codice, il massone Antonio Planelli. Il Codice stampato segretamente fu tradotto in più lingue con l'intento dichiarato di promuovere il Re.
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San Leucio è un esempio concreto di come i Borbone costruivano i nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali basandosi sulla autonomia industriale. La politica riformatrice quindi non è solo data dal codice delle leggi ma è visibile anche nell'aspetto urbanistico e architettonico del borgo, non ispirato all'assolutismo monarchico ma ai principi di uguaglianza. La città è organizzata con al centro la piazza della seta e il portale settecentesco che da accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case operaie. Lo stile è razionale, funzionale e semplice. I decori sono essenziali. Il complesso si basa su forme geometriche quadrate e rettangolari non curvilinee prerogativa dell'ambiente naturale collinare in cui è inserito. I fabbricati, infatti, seguono i dislivelli del colle e i giardini seguono i terrazzamenti. Il sogno di una città ideale con teatro, ospedale, cattedrale e aree verdi finì con la fine del '700 e l'avvento della rivoluzione francese. Ma è rimasto il borgo e soprattutto gli artigiani e i maestri che ancora tessono la seta
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 | VULCANO BUONO | | |
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Vulcano Buono
Nella piana di Nola in maniera speculare al Vesuvio, c'è ora un'altra montagna, un 'Vulcano Buono', alto 40 metri e con un diametro di oltre 170, ricoperto alle falde di alberi e, tra le viscere e i piani superiori, con un ipermercato, alberghi, ristoranti, un cinema multisala e, soprattutto, una piazza, un'agora' pensata come luogo di incontri e scambi. Il progetto e' stato realizzato dall'architetto Renzo Piano.

Il nuovo centro servizi polifunzionale si estende su una superficie complessiva di 450 mila metri quadrati. La montagna si presenta come un'escrescenza del suolo a forma di tronco conico, ispirata direttamente al vero vulcano, il Vesuvio, che si trova di fronte. Il verde, in base al principio dell'architettura sostenibile, copre i materiali che faranno da sostegno alla struttura.
La Selcom nel corso del anno 2007 a curato tutta l'installazione delle componenti dell'impianto di security (antintrsuione e videosorveglianza) per conto della Gunnebo Italia SpA - Business Line Retail, la divisone che offre soluzioni complete per la sicurezza fisica ed elettronica dei punti vendita, oltre che per la gestione automatizzata del contante (cash automation).
Il centro, progettato da Renzo Piano su una superficie di oltre 450.000 mq, di cui 150.000 coperti, comprende - oltre ad un albergo, un cinema multisala e un centro espositivo - anche un ipermercato Auchan e una galleria commerciale con oltre 200 negozi.
![Vulcano Buono[1].jpg](/Portals/0/Vulcano%20Buono[1].jpg)
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 | A.S.L. NAPOLI 5 | | |
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ASL NA 5
Nel 2007 la Selcom per conto dell'Ati Mondial Security ha progettato e realizzato impianti di antintrusione e videosorveglianza presso i presidi ospedalieri dell'ASL NA 5, al fine di migliorare il lavoro di prevenzione e vigilanza delle guardie giurate. Di seguito alcuni particolare di installazione dell’impianto di videosorveglianza e antintrusione.
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 | 30/04/2008 | | |
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Negozi più sicuri: in arrivo il bonus fiscale
Con il bando “ Credito Sicurezza” per le piccole e medie imprese commerciali (al dettaglio e all’ingrosso) vengono tutelati gli esercenti più a rischio. La finanziaria 2008 prevede per gli anni 2008-2009-2010 un credito di imposta pari all’ 80 per cento delle spese sostenute per impianti e attrezzature di sicurezza quali sistemi di allarme e videosorveglianza. Il credito d’imposta viene riconosciuto fino ad un massimo di 3 mila euro per le imprese commerciali e di mille euro per ciascun beneficiario in ciascun periodo di imposta per i rivenditori di generi di monopolio.
BENEFICIARI
Possono usufruire del credito micro, piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso; quelle di somministrazione di alimenti e bevande e chi detiene attività di rivendita di generi di monopolio. Beneficiarie dell’agevolazione sono anche altre attività commerciali soggette a disciplina speciali, quali le farmacie e gli impianti di distribuzione automatica di carburante.
DOMANDE
Chi è interessato all’agevolazione può presentare domanda all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello di attribuzione del credito di imposta per le misure di sicurezza (modello IMS) disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it . le domande per il 2008 hanno avuto il via il 28 aprile 2008, mentre per il 2009 e 2010 possono essere presentate a partire del 16 Febbraio di ogni anno.
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