Spazio alla TVCC
nei centri commerciali
All’interno dei centri commerciali i sistemi di videosorveglianza possono essere utilizzati per monitorare sia i consumatori che la sicurezza dei visitatori, beni e strutture
I centri commerciali
All’interno dei centri commerciali, i sistemi di videosorveglianza possono essere utilizzati, per monitorare il comportamento dei consumatori e gli inventari, oltre che le casse e le uscite di sicurezza. Offrono anche l'opportunità di aumentare la sorveglianza nei punti vendita e nei locali adiacenti, sfruttando la possibilità di centralizzare in remoto, in sale operative attrezzate, il controllo di più sistemi, anche collocati in aree geografiche distanti tra di loro.
E’ così possibile ridurre il numero di furti e falsi allarmi, impiegando contemporaneamente meno addetti alla sorveglianza all’interno o all’esterno dell’edificio, orientandosi verso addetti professionali e specializzati, e liberando
risorse per investire in tecnologia. Grazie proprio alle tecnologie, è sempre più semplice gestire le telecamere, ottimizzare la visualizzazione e le registrazioni, ma soprattutto lavorare sugli algoritmi che consentono di rendere le telecamere più performanti, e in grado di riconoscere avvenimenti o comportamenti precisi.
È stato dimostrato anche che l’adozione di impianti TVCC all’interno di aree commerciali più o meno estese, contribuisce alla riduzione di fenomeni di vandalismo e di furto, non solo perché permette l’identificazione
dei trasgressori (documentando i dettagli delle scene criminose e l’identità dei trasgressori), ma anche perché la consapevolezza di essere ripresi dalle telecamere inibisce gli individui, ed è talvolta in grado di ridurre o frenare chi intende commettere un reato.
Le ricerche confermano anche all’interno dei supermercati, dei negozi e delle aree di servizio che si trovano nei centri commerciali (che negli ultimi anni hanno registrato un numero sempre maggiore di clienti) grazie a nuovi approcci di sicurezza integrata e all’impiego più frequente di sistemi di videosorveglianza, si è riscontrata una netta diminuzione di atti criminosi e vandalici. Le stesse aree di parcheggio pertinenti ai centri commerciali, in cui sono stati installati sistemi di sicurezza, si è verificato un netto calo di furti d’auto e rapine.
La legge sulla privacy non impedisce l’installazione di telecamere, anche all’interno di aree pubbliche. Ne è riprova il fatto che banche, catene di grande distribuzione, aziende, uffici pubblici, esercizi commerciali e privati, possono installare questo tipo di sistemi di sicurezza, rispettando i diritti delle persone e la tutela dei loro dati, semplicemente facendo attenzione a semplici e chiare regole di informazione e trattamento dati. Il Garante della Privacy, all’interno “Provvedimento generale sulla videosorveglianza” ha indicato, infatti, i vincoli per le installazioni degli impianti.
Ad esempio, nel caso in cui un impianto di videosorveglianza sia installato in un negozio, non può essere utilizzato per controllare gli impiegati. Le telecamere devono essere posizionate in modo tale che l’obiettivo non riprenda e registri in maniera continuativa il personale. In questo caso può risultare utile l’utilizzo di filtri in grado di codificare in tempo reale i volti filmati, tutelando in questo modo, la privacy degli impiegati. La raccolta e l’uso delle immagini, inoltre, sono consentiti solo quando davvero necessari allo svolgimento di funzioni istituzionali o alla tutela di un legittimo interesse. Non risulta pertanto giustificata un’attività di rilevazione a fini promozionali o pubblicitari, attraverso sistemi di ripresa che rendano identificabili i soggetti inquadrati. I cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono quindi essere informati della rilevazione dei dati. L’informativa (che consiste secondo le direttive, in un cartello in cui è rappresentato un simbolo indicante l’area videosorvegliata) deve essere chiaramente visibile ed indicare chi effettua la rilevazione delle immagini e per quali scopi.